
L’ora degli atti attuativi tecnici
Ad un anno dall’entrata in vigore del PPWR e delle regole armonizzate in tutta l’UE su progettazione, riciclo, riuso e contenuto riciclato degli imballaggi, è l’ora degli atti attuativi tecnici, che definiranno i dettagli che avranno un impatto concreto sulle aziende a partire dall’anno prossimo, al più tardi.
Cosa significa? la Commissione sta preparando precisi criteri di progettazione (il cosiddetto design for recycling) e riciclabilità degli imballaggi, un’etichettatura più trasparente e standardizzata e una maggiore tracciabilità dell’imballaggio lungo tutta la filiera, per lo smaltimento.
Le implicazioni pratiche
Tanto per cominciare i materiali utilizzabili cambieranno. Ma soprattutto, il packaging dovrà rispondere a nuove esigenze per quanto riguarda la grammatura, a tutto favore di imballi ultra-light, ciò significa che il regolamento impatterà direttamente sul layout stesso delle confezioni: film laminati complessi e soluzioni non compatibili con il sistema di riciclo esistente andranno a sparire. La plastica resterà dominante, ma sarà:
- più sottile
- più riciclabile
- più standardizzata
Ci si prepara al monomateriale
La scadenza entro cui ogni imballaggio immesso sul mercato dovrà essere riciclabile è sempre il 2030, ma intanto c’è chi sta iniziando ad adeguarsi. Di mano in mano che si entra nel vivo della fase operativa del PPWR, la pressione sui confezionatori per cambiare packaging si fa più reale. Ci si prepara al monomateriale, insomma.
La Francia certamente traina questa tendenza anticipando le soluzioni richieste dal PPWR, ad esempio applicando un sistema, che sarà presto esteso a tutta Europa, dove il costo del packaging dipende da:
- riciclabilità
- contenuto riciclato
- compatibilità con economia circolare
Le implicazioni per le macchine per il packaging
Non solo si dovranno studiare soluzioni per la riduzione del materiale, ma soprattutto le macchine dovranno lavorare meglio con il monomateriale e con materiali più delicati o meno stabili.
E poi, il PPWR favorisce la standardizzazione del packaging stesso (oltre che dell’etichetta) per facilitarne riciclo e riuso. Meno varietà di packaging, più volumi per singolo formato, dunque. È qui che certamente entra in gioco l’importanza di produttività, continuità operativa e affidabilità del macchinario.
Puma 4° generazione
È in questo contesto che nasce la quarta generazione di Puma Retinatrice con termosaldatura. Puma di quarta generazione è stata progettata per migliorare proprio la continuità operativa della versione precedente, riducendo ulteriormente i fermi macchina e ottimizzando il flusso di lavoro:
- il cambio tubo avviene senza stoppare la macchina
- l’acqua di raffreddamento e il manichetto si possono reintegrare dall’esterno
- la macchina non ha porte, dunque è dotata di barriere di sicurezza, il che assicura un accesso ancora più rapido
Puma 4° Generazione garantisce non solo velocità, ma ritmo costante senza interruzioni.
P-Pack
Il risultato? Il risultato è lo stesso di sempre: P-Pack, la retina termosaldata in PE più leggera che ci sia, realizzata con il 50% in meno di plastica rispetto alle soluzioni similari attualmente sul mercato.
Uno sguardo al futuro
Puma di quarta generazione e P-Pack rappresentano una risposta concreta a un cambiamento già in corso. Il PPWR segna un cambio di paradigma destinato a ridefinire progressivamente gli standard del packaging ortofrutta in tutta Europa. Se da un lato introduce nuovi vincoli in termini di progettazione e riciclabilità degli imballaggi, dall’altro accelera un’evoluzione già in atto, in cui l’efficienza nell’utilizzo dei materiali e la compatibilità con l’economia circolare diventano fattori centrali.
In questo scenario, il ruolo delle macchine per il packaging diventa ancora più strategico: non più semplici strumenti di confezionamento, ma soluzioni progettate per garantire continuità operativa, precisione e piena compatibilità con i nuovi requisiti dei materiali. Prepararsi oggi significa non solo adeguarsi alle normative future, ma cogliere l’opportunità di rendere i processi più efficienti, sostenibili e competitivi nel lungo periodo.
