Puma 4° Generazione: continuità produttiva senza interruzioni

Produzione sempre in movimento
Nel confezionamento dell’ortofrutta, ogni fermo macchina rappresenta tempo perso e complessità organizzativa. La quarta generazione di Puma è stata progettata proprio per ridurre al minimo le interruzioni, garantendo una produzione fluida e costante lungo tutto il turno.
Meno fermi, più efficienza
Le operazioni quotidiane che prima richiedevano un fermo macchina possono ora essere eseguite senza interrompere il ciclo produttivo: il cambio tubo avviene senza stoppare la macchina, l’acqua di raffreddamento e il manichetto si possono reintegrare dall’esterno e la macchina non ha porte, dunque è dotata di barriere di sicurezza, il che assicura un accesso ancora più rapido. Il risultato è una linea più stabile, con meno micro-fermi, e una produzione prevedibile e affidabile.
Semplicità per l’operatore
Puma 4° Generazione è pensata per semplificare il lavoro degli operatori: meno interventi manuali significano maggiore controllo sul processo.
Prestazioni costanti nel tempo, e la produzione decolla
Con Puma, la priorità non è la velocità massima, ma mantenere prestazioni costanti. Questo significa efficienza reale, qualità uniforme e tranquillità per gli operatori, assicurando che la produzione non si fermi mai, anzi decolli!
Venite a scoprire la nuova versione di Puma a FRUIT LOGISTICA, Hall 2.1, Stand B-23. Vi aspettiamo.
P-PackⒹ diventa un modello registrato EU

Sostenibilità e funzionalità riconosciute
P-Pack è ora tutelata come modello registrato a livello europeo, un riconoscimento importante, che ne valorizza la forma distintiva, inclusi il manichetto e i due tipi di etichetta, e la grammatura da record. E ora che è ufficiale, vi raccontiamo meglio perché P-PackⒹ è davvero una rivoluzione (che non dimentica la tradizione).
Una soluzione nata da esigenze concrete
P-Pack nasce da un approccio progettuale orientato alla funzionalità e all’ottimizzazione dei materiali. La struttura è stata sviluppata per ridurre il peso complessivo della confezione, mantenendo al tempo stesso praticità d’uso, visibilità del prodotto e spazio informativo adeguato. Il tutto senza stravolgere la forma delle classiche retine con clip, anzi P-Pack ne mantiene tutti i vantaggi, ma è completamente monomateriale e riciclabile.
In cosa si distingue dalle altre retine termosaldate
Rispetto alle soluzioni similari oggi sul mercato, P-PackⒹ offre plus concreti:
- Almeno il 50% in meno di plastica, il che fa di P-Pack la soluzione numero uno per sostenibilità nel panorama delle retine termosaldate per ortofrutta.
- Un’etichetta più sottile che mai, ma spaziosa, che rende l’imballo ancora più leggero senza comprometterne funzionalità ed estetica.
- Un manichetto che rende la confezione particolarmente comoda da maneggiare.
Uno sguardo al futuro
La tutela del design risponde all’esigenza di proteggere una soluzione che si è distinta nel tempo per caratteristiche tecniche e impostazione progettuale. Con P-PackⒹ, non servono compromessi tra praticità e sostenibilità: il futuro della retinatura è già scritto. Per vedere P-Pack live, venite a trovarci a FRUIT LOGISTICA, Hall 2.1, Stand B-23. Vi aspettiamo!
FRUIT LOGISTICA 2026

Nuova posizione per REV e altre novità
REV conferma anche quest’anno la propria partecipazione all’appuntamento internazionale di riferimento per il settore ortofrutticolo e per le soluzioni per il packaging per ortofrutta. Naturalmente, stiamo parlando dell’attesissima FRUIT LOGISTICA, in programma a Berlino dal 4 al 6 febbraio.
Per l’edizione 2026, REV si sposta in una nuova posizione. Dove trovarci? Hall 2.1, Stand B-23, pochi metri più in là rispetto agli anni precedenti.
Del resto, potete aspettarvi le solite cose, oltre a qualche sorpresa inattesa: solita innovazione, solita tecnologia all’avanguardia e…una continuità produttiva senza precedenti!
Cosa aspettarsi
Durante l’evento sarà possibile scoprire dal vivo tutti i dettagli di P-PackⒹ, la retina termosaldata numero uno al mondo per economia ed ecologia, ma non solo. Passate alla Hall 2.1, Stand B-23 per vedere live la nostra nuovissima soluzione pensata per garantire flussi di lavoro super efficienti, senza interruzioni…e la produzione decolla!
Un brevissimo recap
📌 FRUIT LOGISTICA 2026, Berlino
📅 4–6 febbraio
👉🏻 Hall 2.1 – Stand B-23
KEEP PRODUCTION RUNNING!
SIVAL 2026

Vega sarà la protagonista
Ormai è tutto pronto: dal 13 al 15 gennaio saremo a SIVAL 2026, la fiera internazionale di riferimento per le soluzioni dedicate all’ortofrutta, come ogni anno in programma ad Angers.
Insieme a Filpack, vi vogliamo ripresentare dal vivo un grande classico, la retinatrice con clip che a distanza di più di dieci anni dal suo lancio riesce ad rispondere a praticamente ogni esigenza di mercato, e a rappresentare perfettamente la nostra filosofia progettuale: massima versatilità senza rinunciare alle prestazioni.
Stiamo parlando proprio di Vega!
Perché Vega
Vega, nel tempo, ha saputo adattarsi a mercati, prodotti e materiali di imballaggio diversi, mantenendo invariati i suoi punti di forza: non solo flessibilità operativa ma anche e soprattutto delicatezza nel trattamento del prodotto ed efficienza e rapidità di lavorazione.
Progettata per il confezionamento di prodotti sfusi fino a 2 kg, Vega è in grado di gestire anche prodotti particolarmente delicati, lavorando con diversi materiali: dalle reti in plastica a quelle in cellulosa e fibre naturali. A completare la confezione, può applicare etichetta (anche in carta) e manichetto, anche personalizzati.
E poi, i cambio formato sono semplicissimi: non richiedendo modifiche meccaniche, si riducono al minimo i tempi di fermo, e la produzione decolla!
Dove trovarci
Venite a SIVAL 2026 a testare Vega dal vivo e ad approfondire tutti i dettagli: vi aspettiamo con Filpack alla Hall B, Stand D-75!
Dal layout circolare al layout lineare: un nuovo banco di confezionamento per 6+6

È nato Linearpack banco di confezionamento lineare
Il concetto alla base di 6+6 resta invariato: un sistema pensato per ridurre gli sprechi ai minimi termini ed ottimizzare la composizione di ogni dose. Con Linearpack, questo principio viene reinterpretato in chiave lineare.
Ordine, controllo della qualità, ritmo: stessa filosofia di sempre, flusso diverso
Con Linearpack si organizza il lavoro in modo ordinato, preciso e ripetibile, e il massimo controllo sulla qualità del prodotto è sempre garantito. Ma ora, la disposizione lineare, abbinata al movimento intermittente, riduce gli spostamenti degli operatori e rende il flusso di lavoro ancora più snello che con Rotopack.
L’ergonomia diventa centrale: più spazio operativo, meno manipolazioni e una sequenza di lavoro più fluida permettono agli operatori di lavorare in modo ancora più comodo e rapido. Il risultato è una linea pensata per sostenere livelli di produttività ancora più elevati.

I vantaggi del layout lineare
La separazione chiara tra le fasi di pesatura e confezionamento consente a ogni operatore di concentrarsi su un’azione specifica, riducendo errori e tempi morti.
Grazie alla sua conformazione, Linearpack, poi, può essere integrato con un disimpilatore automatico di cestini, chiave per la gestione dei flussi produttivi più intensi.
Insomma, se Rotopack scandiva il ritmo in spazi contenuti, Linearpack lo spinge in avanti lungo una linea progettata per velocità, ergonomia e produttività: due interpretazioni dello stesso concetto, per offrire soluzioni mirate a contesti produttivi differenti.

Pausa estiva in vista

Chiusi dall’11 al 15 agosto, ma supporto tecnico garantito
Quest’anno anche REV si concede qualche giorno di sole e relax, ma non temete, nemmeno il tempo di dire “estate” e torniamo da voi.
Dall’11 al 15 agosto i nostri uffici e la produzione saranno chiusi per una brevissima pausa, ma lo sappiamo bene, le emergenze non vanno mai in vacanza: anche durante la chiusura potete contare sul nostro servizio assistenza!
I nostri tecnici saranno a disposizione dall’11 al 14, tutte le mattine dalle 08:00 alle 12:00. Li potete contattare qui:
📞 +39 340 475 1944 / +39 340 291 7268
Ci rivediamo subito dopo Ferragosto e, nel frattempo, buone vacanze a chi si ferma
Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR)

Cosa cambia dal 2026 per gli imballaggi e il loro smaltimento
A febbraio 2025 è entrato in vigore il PPWR, Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio, che integra con alcune novità i testi che lo precedono.
Un piccolo passo indietro: etichettatura ambientale dall’inizio
Sono ormai alcuni decenni che si parla di etichettatura ambientale, cioè dell’obbligo di inserire su qualsiasi imballo le informazioni relative alla sua composizione e modalità di riutilizzo e riciclo.
La questione, delicatissima, è stata delineata a più riprese:
- Già dal 2006 è obbligatorio identificare il materiale di cui è composto ogni imballaggio, ai fini di fornire indicazioni precise alla filiera del riciclo.
- Nel 2020 si rendeva necessario che queste informazioni diventassero più trasparenti e chiare anche per il consumatore, dunque si è integrata (almeno a livello teorico), la dicitura che riporta dove smaltire l’imballaggio, o l’invito a consultare le disposizioni nel proprio comune di residenza.
- Di fatto, però, la dicitura per lo smaltimento ha subito una serie di proroghe, fino ad essere pienamente operativa solo a partire dal 2023.
- E dal 2025 cosa succede?
Le novità introdotte dal PPWR
Il PPWR del 2025 stabilisce che si devono standardizzare le etichette a livello europeo, e questo è un enorme passo avanti dal punto di vista del consumatore, che attualmente si trova davanti ad indicazioni che, laddove presenti, sono sempre diverse e spesso difficili da decifrare.
Il tutto, per ovviare ai limiti di spazio imposti dalle etichette fisiche, avverrà anche in formato digitale, vale a dire con l’ausilio di QR code tramite cui approfondire tutte le informazioni rilevanti.
Dal 12 agosto 2026 dunque, anno per il quale la commissione europea avrà fissato (e si spera spiegato nel dettaglio) gli standard di queste etichette armonizzate, tutte le aziende produttrici di imballaggi dovranno uniformarsi ai principi volti a soddisfare i primi obiettivi:
- dimostrare di cosa sono fatti esattamente i propri packaging;
- ridurre il peso e volume in eccesso di tutte le confezioni (che non potranno avere più del 50% di spazio vuoto al loro interno);
- eliminare il più possibile ogni sostanza pericolosa nel packaging stesso e nei materiali ricavati dal suo riciclo;
- iniziare ad applicare la cosiddetta “progettazione per il riciclo”, secondo cui, entro il 2030, tutti gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere riciclabili almeno per il 70% (ciascuno).
Già dal 2026 sono previste sanzioni per chi non si adeguerà ai primi obiettivi posti dal regolamento, mentre nel 2028 entrerà ufficialmente in vigore l’Etichettatura Armonizzata e Digitale, ma è comunque previsto un tempo di adeguamento entro cui sarà possibile esaurire le scorte di quanto già prodotto.
Ma non è ancora tutto: nel 2029, nei paesi in cui ancora mancano e che non abbiano soddisfatto determinati requisiti relativi al riciclaggio, si istituiranno dei sistemi di deposito cauzionale e restituzione per incentivare il riciclo di bottiglie e contenitori per bibite in plastica e metallo.
E ancora, sulla plastica…
E poi, purtroppo ancora si parla di bandire indistintamente la plastica monouso, anche per gli imballaggi per ortofrutta non lavorata inferiori al 1,5 kg.
Se per quanto riguarda alcune categorie di prodotto il divieto ha perfettamente senso, non è altrettanto vero per la frutta e verdura fresca.
Saranno vietati sicuramente: i sacchetti in plastica ultraleggeri (se non utilizzati come packaging primario), gli incarti per i bagagli all’aeroporto, l’involucro di alimenti e bevande consumati in loco in hotel, ristoranti e bar, i piatti, i bicchieri e le posate usa e getta, i cosmetici monouso in ambito di hôtellerie.
Per quanto riguarda l’ortofrutta, niente panico, per il momento: saranno i singoli Paesi a decretare i casi in cui la plastica non è in alcun modo evitabile, per questioni di igiene e sicurezza, e per scongiurare l’effetto boomerang dello spreco alimentare. Il principio verrà sicuramente applicato per carne, insaccati e pesce e, si spera, per le tonnellate di prodotti ortofrutticoli che altrimenti finiremmo per gettare nel bidone.
Dyno: il controllo-peso che è un’esplosione di energia

Massima precisione a tutta velocità
Cos’è Dyno?
Dyno è un controllo-peso dinamico, progettato per verificare il peso di prodotti confezionati in movimento, senza interrompere la linea produttiva.
Perché dovresti usare un controllo-peso
Il controllo peso non è solo una questione legale: non serve soltanto a rispettare le normative che impongono di dichiarare un peso minimo nella confezione, ma, soprattutto, ti conviene!
Perché regalare il tuo prodotto quando puoi monitorare ed accertare il peso esatto di ogni unità? Utilizzare un controllo-peso è un grande vantaggio per tutti, confezionatori e consumatori.
Perché scegliere Dyno?
La tecnologia di Dyno si basa su un sistema di pesatura con dispositivo di scarto separato (opzionale) che elimina vibrazioni sulla bilancia, assicurando una misurazione estremamente precisa, a qualsiasi velocità di lavorazione.
E poi, Dyno è silenziosissimo, esteticamente molto elegante, ergonomico e semplice da usare, grazie al pannello touch-screen che facilita la gestione dei parametri operativi. E non è ancora finita qui.
Costruito per durare e offrire il massimo dell’igiene
Dyno, solido e robusto, è costruito con componentistica di ultima generazione particolarmente resistente all’usura, e presenta un grado di protezione IP65 che lo rende facilissimo da sanificare.
Anche la manutenzione è semplice ed immediata: i nastri sono removibili senza utilizzare utensili e ogni parte è accessibile in tutta sicurezza.
Cosa significa ciò? Che Dyno è semplicemente l’ideale per ambienti industriali dove igiene e durabilità sono un must!
Freskon 2025: c’eravamo anche se non c’eravamo

Grazie a chi ci ha pensati
Freskon 2025 è giunta al termine lasciandosi alle spalle tre giornate ricche di incontri, scambi e novità per il mondo dell’ortofrutta e relativo packaging.
Purtroppo quest’anno non abbiamo potuto partecipare di persona, ma in qualche modo c’eravamo, grazie al nostro partner Soulis, che come sempre ha saputo rappresentarci al meglio.
In tanti siete passati allo stand, condiviso curiosità e idee, ci dice. Ringraziamo tutti quanti di cuore per aver pensato a noi, anche da lontano. Ora non vediamo l’ora di raccogliere nel dettaglio tutti gli spunti di questi giorni.
Intanto vi lasciamo con qualche scatto direttamente da Salonicco: anche senza esserci stati fisicamente, ci sentiamo decisamente parte di questa edizione. Alla prossima, Freskon!
Freskon 2025

Un tuffo nell’innovazione delle pratiche colturali e del packaging per ortofrutta
Con l’arrivo della primavera, l’attenzione degli operatori del settore ortofrutticolo inizia a spostarsi su Freskon. Ma che cos’è Freskon?
Dal 2015, anno dopo anno Freskon, in Grecia, si è affermata come la principale fiera per il settore ortofrutticolo nei Balcani e nel Mediterraneo sudorientale, divenendo ponte strategico tra le aziende coinvolte nella distribuzione di prodotti freschi e i mercati globali.
Cosa aspettarsi a Freskon 2025
Partecipare a Freskon è immergersi nell’innovazione. La fiera offre una panoramica completa delle tendenze attuali e future del mercato, e preziose opportunità di networking tra partecipanti da tutto il mondo.
L’edizione di quest’anno, in particolare, promette un programma ricco e diversificato, con eventi e workshop dedicati a pratiche colturali, conservazione, confezionamento, approfondimenti commerciali e comportamenti dei consumatori.
Informazioni utili
L’appuntamento presso il Thessaloniki International Exhibition & Congress Center è dal 10 al 12 aprile, giovedì e venerdì dalle 10:00 alle 19:00, e sabato dalle 10:00 alle 17:00.
E, anche quest’anno, a rappresentarci ci sarà il nostro partner Soulis. Lo trovate al Padiglione 15, Stand C01: passate a scoprire cosa stiamo preparando per voi!













